Le concessioni per le scommesse sportive

Le concessioni sono ormai il chiodo fisso di tutti i concessionari che vogliono operare in Italia, e come potrebbe essere altrimenti. Non si tratta però di un bando a chiudere come è stato definito da molti, ma bensì di un bando ad allineare e quindi ad omogenizzare le reti e riuscire a standardizzare la complessa gestione. Questo deve essere un obbiettivo di tutti e il bando è stato al momento il punto chiave, ma non finale, secondo Stefano Sbordoni, un punto di apertura e non di chiusura secondo il legale con grande esperienza nel campo del gioco e delle scommesse sportive in rete. Il lancio di un nuovo bando da 2.000 concessioni per le scommesse sportive è certamente molto importante. I giochi però dopo l’Enada sono fatti, molte le critiche, ma la cosa certa è l’interesse dimostrato da. Un momento atteso da molti per cercare di rendere sempre più sicuro e ampio il mondo delle scommesse e non solo in Rete. Si tratta di 118 plichi che dovranno essere analizzati dall’AAMS con un minimo d’asta di 11.000 euro. Già in molti parlano del prezzo troppo alto delle licenze che dureranno solo 3 anni, offrendo 3 giochi  inerenti alle scommesse e sono comunque un prodotto molto completo e certamente competitivo. L’apertura delle buste sarà comunque il 6 di novembre e il Governo si attende un incasso di circa 22 milioni di euro.

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